Età Adulta

Valentina Marchesin - Psicoterapeuta Psicoanalitica

Con Età Adulta possiamo intendere ampio orizzonte di vita che inizia con la giovinezza, attraversa l’età dell’oro intesa come maturità, ed arriva alla vecchiaia.

Ognuna di queste fasi porta con sé meraviglie ed insidie con cui doversi cimentare. La forza, l’entusiasmo, la curiosità, l’inventiva, il desiderio e la passione ma anche le paure, i dubbi, il dolore, la rabbia e l’impotenza sono emozioni che albergano in noi per tutto l’arco della nostra vita, manifestandosi in forme ed intensità differenti a seconda del momento che stiamo vivendo.

Entrare nel mondo del lavoro o doverne uscire, iniziare o terminare una relazione, il matrimonio, diventare o meno genitori, il cambiamento fisico e dell’immagine di Sé, una perdita, sono alcune delle fasi di transizione o eventi che impattano fortemente sulla nostra realtà esterna ed interna. Può non essere semplice decidere di condividere con uno specialista, degli aspetti così intimi e personali, anche se in qualche modo se ne può percepire il desiderio, il bisogno e l’utilità.

E’ tutto normale…noi, come esseri umani oscilliamo, per tutta la vita, tra il bisogno che qualcuno si occupi di noi ed il desiderio/bisogno di farcela da soli.

Ma se avessimo il desiderio ed il coraggio di incontrare uno specialista ecco che cosa accadrebbe:

La consultazione

La consultazione è il primo momento di incontro con lo psicoterapeuta o lo psicoanalista per iniziare a mettere in parole e provare a capire meglio le difficoltà vissute in quel momento, qualunque esse siano (es. lavorativa, affettiva, ecc.). Il rivolgersi ad uno psicoterapeuta o ad uno psicoanalista segna già un passo importante, a quel punto con l’aiuto dell’ascolto empatico ed attento del professionista, sarà il luogo ed il momento per provare a comprendere meglio le motivazioni alla base del disagio che ha portato a chiedere aiuto. Lo scopo della consultazione sarà quindi quello di mettere in luce la natura del disagio e come questo influisca nell’organizzazione interna della persona, ma anche nel suo mondo affettivo e relazionale.

L’approccio psicoanalitico, caratterizzato da una formazione specifica altamente qualificata di chi lo pratica, tende a favorire una riflessione comune fra il terapeuta e chi richiede consulenza sulla situazione di malessere psicologico presentata, con una particolare attenzione sulle questioni che stanno alla radice delle problematiche.

Questo porta alla costruzione di un pensiero con e intorno al paziente e al suo mondo interiore. La creazione di questo spazio di pensiero rappresenta una prima forma di aiuto offerta attraverso l’approfondimento e la ridefinizione del disagio e getta le fondamenta per l’eventuale successivo lavoro terapeutico, costruito in base a ciò che si è osservato.

Il processo di consultazione con gli adulti, in genere prevede un numero di colloqui variabile in base alla situazione, in genere mai più di quattro o cinque.

La Psicoterapia Psicoanalitica

In base a quanto emerso nella fase di consultazione, il terapeuta potrà proporre, se è il caso, la possibilità di iniziare una Psicoterapia psicoanalitica. La psicoterapia psicoanalitica è un percorso di cura in cui le sedute hanno luogo una o due volte alla settimana, con un ritmo regolare, e si svolgono vis a vis, senza l’uso del lettino che invece caratterizza la cura psicoanalitica classica. A differenza della consultazione, nel caso si inizi un trattamento psicoterapeutico o psicoanalitico, non sarà possibile definire fin dall’inizio la fine del percorso, poiché è un elemento che soggiace al tempo della mente e dalle situazioni del mondo interno ed esterno del paziente, che si incontreranno lungo il viaggio terapeutico.

Il terapeuta offre al paziente uno spazio di ascolto e comprensione, e la possibilità di elaborare alcune vicende del suo mondo interiore che determinano lo stato di sofferenza inizialmente lamentato. Se a condurre la terapia è un terapeuta che lavora anche come psicoanalista, è un valore aggiunto, perché si tratta del professionista più preparato e idoneo a condurre anche le psicoterapie psicoanalitiche. La psicoterapia psicoanalitica, costituisce un modello valido e rigoroso per l’investigazione della realtà psichica inconscia, e permette di ottenere cambiamenti profondi e duraturi. La cura più efficace e risolutiva in assoluto rimane la cura psicoanalitica, perché permette un lavoro di maggior profondità, ma la psicoterapia psicoanalitica offre comunque delle importanti possibilità trasformative per la vita psichica del paziente.

La Psicoanalisi​

Cos’è la psicoanalisi:

  1. Una teoria del funzionamento della mente che tiene conto di tutti i processi psichici, anche quelli inconsci. Tale teoria offre degli strumenti che permettono l’indagine di tali processi.
  2. Un metodo di cura sia per il trattamento dei disturbi psichici, sia per la conoscenza profonda di Sé stessi.
  3. Una serie di conoscenze psicologiche acquisite per questa via che gradualmente sono andate a costituire un metodo di ricerca e una disciplina scientifica, fondata da Sigmund Freud tra il 1855 e il 1939.

La psicoanalisi come processo di cura:

La cura psicoanalitica è una cura basata sulle parole (talking cure). E’ caratterizzata da un numero di sedute che varia da un minimo di tre a un massimo di cinque a settimana. Il paziente è steso sul lettino e l’analista siede dietro di lui, fuori dal suo campo visivo. Questo assetto agevola entrambi a concentrarsi sul mondo interno del paziente. In seguito ai colloqui di consultazione che hanno luogo vis a vis, il paziente viene invitato a stendersi sul lettino e a parlare di tutto ciò che gli viene in mente, seguendo liberamente il filo dei suoi pensieri e le sue libere associazioni. Il processo di cura avrà bisogno di un suo tempo, non quantificabile a priori, e variabile da persona a persona.

La psicoanalisi come processo di cura, attraverso la tecnica delle libere associazioni e l’analisi dei sogni, si basa sull’esplorazione dei fattori psichici inconsci che determinano taluni sintomi, comportamenti ed emozioni. Questi fattori inconsci possono essere causa di un senso di insoddisfazione personale, di infelicità, di una sofferenza psichica generalizzata. A volte si manifestano come sintomi veri e propri, in altri casi determinano tratti di personalità problematici, difficoltà lavorative, affettive e relazionali, disturbi dell’umore o dell’autostima. La causa del malessere è determinata dunque da elementi patogeni estranei alla coscienza e per questo motivo i consigli di parenti o amici, la lettura di libri d’auto-aiuto e altri tentativi del genere sono destinati a non dare un sollievo efficace e duraturo. Il trattamento psicoanalitico è volto a rintracciare quali fattori inconsci influiscono sulle relazioni attuali e sulle loro modalità e, favorendone i collegamenti con le loro origini nella storia del soggetto, mostra in che modo questi fattori agiscano e quali dinamiche psichiche li abbiano prodotti. Ciò aiuta l’individuo a vivere meglio la propria realtà psichica e relazionale e contribuisce alla trasformazione dell’assetto sintomatologico. Nel corso di una psicoanalisi la relazione che si sviluppa con l’analista assume tratti che derivano dal “mondo interno” e dalle principali esperienze relazionali del paziente. Tale relazione permette sia all’analista che all’analizzato di condividere un’esperienza esplorativa intensa. In questo modo molti aspetti psichici della persona possono essere capiti più approfonditamente ed elaborati in modo da raggiungere una maggior autenticità e serenità nel rapporto con Sé stessi e con gli altri. Il lavoro analitico permetterà un funzionamento psichico più libero e uno sviluppo di potenzialità autenticamente creative fino a quel momento non disponibili. Il desiderio di conoscersi più intimamente, di trarre beneficio da un’esplorazione del proprio mondo interno e di relazionarsi in modo più soddisfacente con gli altri è un’importante motivazione per intraprendere una psicoanalisi.

A partire dal lavoro fondativo di Freud, la psicoanalisi è stata oggetto di un’evoluzione continua basata sulla ricerca e sulla pratica di cura. Attualmente, l’efficacia del metodo psicoanalitico è dimostrata da numerose ricerche. Come richiamato dall’IPA “sulla base della ricerca svolta fino ad ora, è riconosciuto che il metodo psicoanalitico funziona almeno alla pari – e spesso meglio – di altri metodi, soprattutto per la capacità di produrre benefici più duraturi dopo la conclusione del percorso terapeutico”.

(per un approfondimento visitare https://www.ipa.world/)

CHI è LO PSICOANALISTA?

Lo psicoanalista è un medico o uno psicologo-psicoterapeuta, che si è sottoposto ad una selezione piuttosto severa, a un training molto approfondito e soprattutto ad un trattamento psicoanalitico sulla sua stessa persona, per nulla differente dai percorsi di psicoanalisi che intraprende con i suoi stessi pazienti. Quest’ultima caratteristica è garanzia del fatto che chi cura, sia una persona che abbia sufficientemente elaborato le proprie questioni irrisolte, che abbia una conoscenza profonda del metodo anche dal punto di vista del paziente, e che possa dunque occuparsi con professionalità e efficacia, delle difficoltà di chi chiede aiuto. Lo strumento principale attraverso il quale cura lo psicoanalista è Sé stesso, la sua mente, la sua ricettività, la sua capacità di trasformare fatti non digeriti espressi dai pazienti attraverso il racconto dei sogni, le libere associazioni, il gioco. Per questo tale strumento deve essere estremamente ben accordato per poter risultare efficace nella cura psicoanalitica.

Gli psicoanalisti sono davvero tali se appartengono all’IPA (International Psychoanalytical Association), fondata da Sigmund Freud nel 1910. In Italia ci sono due società di psicoanalisi riconosciute dall’IPA: La SPI (Società Psicoanalitica Italiana) e la AIPsi (Associazione Italiana di Psicoanalisi).